venerdì 13 gennaio 2012

SINTESI FINALE FORUM "Politiche, pratiche ed economie per la cultura e la gestione sostenibile degli spazi pubblici




Il forum "Politiche, pratiche ed economie per la cultura e la gestione sostenibile degli spazi pubblici per la cultura" ha visto la partecipazione numerosa di operatori culturali e artisti ma anche operatori del sociale, insegnanti e cittadini fruitori di cultura.
Il lavoro  è iniziato con l’ascolto attivo di idee, riflessioni e soprattutto proposte per i Cantieri Culturali della Zisa, e per la gestione degli spazi per la cultura in città. Si è discusso di partecipazione, di sostenibilità alternativa per le attività culturali utilizzando per esempio la redditività derivante dalle energie rinnovabili o da forme di collaborazione e autofinanziamento (crowd-funding), di criteri di assegnazione degli spazi pubblici, di bisogni, mancanze e possibili soluzioni. Il forum si è arricchito del contributo di Antonella Agnoli, bibliotecaria, che ha raccontato modelli innovativi di biblioteche come luoghi sociali del sapere, innescando una discussione molto interessante sulle possibili interazioni tra servizi sociali e culturali.
Dalle discussioni e dalle proposte raccolte in questa tre giorni è nata un’ipotesi di prosecuzione dei lavori ai Cantieri articolata in gruppi di azione che lavorano parallelamente alla realizzazione concreta della proposte e si riuniscono periodicamente.
Le prime adesioni, numerose, ai gruppi, sono state registrate e già dalla prossima settimana inizieranno i lavori per: 
- ampliare la partecipazione e coinvolgere associazioni e cittadini del quartiere,
- programmare un calendario di attività culturali per presidiare i Cantieri raccogliendo le tante adesioni che sono arrivate per realizzare attività artistiche, culturali, sociali,
- continuare le pratiche di ascolto attivo e raccogliere ancora proposte e idee dei cittadini,
 - studiare modelli ed elaborare progetti per una gestione innovativa, collaborativa e sostenibile degli spazi pubblici per la cultura in città a partire dai Cantieri Culturali alla Zisa.
Ecco come il forum ha articolato i gruppi e il programma di lavoro:

Da Subito!
                                                                                                           
gruppo 1 rapporto con il territorio a partire dai quartieri Zisa e Noce
Il gruppo si occupa di approfondire la conoscenza del territorio tramite: mappatura delle realtà esistenti, camminate di quartiere, visite guidate, interviste, coinvolgimento delle comunità migranti ecc...Lavora all'allargamento della partecipazione (cittadini, scuole, associazioni...), attraverso attività di informazione e tramite attività culturali, artistiche, sociali.

gruppo 2  risoluzione problematiche tecnico-amministrative                    
Si occupa di: indagare e chiarire lo status legale, e tecnico-amministrativo dei Cantieri  (agibilità, normative, catasto...); seguire la diffida; indagare lo status di cinema, museo, botteghe e spazi chiusi; fare un gruppo di studio su governance e forme innovative di gestione per la definizione di un modello di bando partecipativo, e di un possibile soggetto giuridico.

gruppo 3 comunicazione
Si occupa di riorganizzare gli strumenti di comunicazione, sia interna (prendersi cura del movimento e delle sue esigenze comunicative fino ad ora gestite tramite mailing list) che esterna attraverso i media, e con gli strumenti utili per la comunicazione delle iniziative e dell'avanzamento dei lavori.

gruppo 4 presidio di Cultura bene comune
Si dota di un modello organizzativo per coordinare il presidio di Cultura bene comune, ovvero un calendario di attività artistiche, culturali e sociali, e delle assemblee. Questo calendario sarà elaborato sulla base delle autocandidature di artisti e cittadini, e seervirà a dare continuità di presenza e di partecipazione all'interno dei Cantieri. Il gruppo farà un appello pubblico per la presentazione di proposte che rispondano a dei semplici criteri di fattibilità tecnico economica e coerenza con gli obiettivi e le modalità del movimento.

gruppo 5 progettazione partecipata
Si occupa di gestire il processo di programmazione e progettazione partecipata. In una prima fase continua a raccogliere e sistematizzare le idee e le proposte, tramite eventi strutturati di progettazione partecipata.prosecuzione della raccolta di idee e proposte.

gruppo 6 energia bene comune
Studia sull' opportunità e la fattibilità di proposte riguardo la sostenibilità energetica dei Cantieri.

La prossima riunione è convocata per Sabato 21 gennaio alle 9.30 ai Cantieri: i gruppi si metteranno si mettono subito al lavoro!

Per iscriversi si può inviare una mail a culturabenecomune@cantierizisa.it

QUANDO UNA GOCCIA PUÒ FAR RINASCERE IL CUORE DI PALERMO di Giorgio Vasta

 Si comincia con un video: una goccia dopo l'   altra si forma una pozza d' acqua che impercettibilmente, senza sosta, allaga un pavimento rossastro.È la mattina del6 gennaio e circa duecento persone affollano l' interno delle Tre Navate, uno degli enormi capannoni in cui si articolano i Cantieri Culturali della Zisa, uno straordinario esempio di archeologia industriale, sessantamila metri quadri che a metà anni ' 90 erano diventati a Palermo un punto di riferimento ma soprattutto un tentativo concreto di riemergere dal collasso del 1992 individuando nella cultura uno strumento politico strategico. L' immagine dell' acqua che si espande sul pavimento delle Tre Navate non descrive soltanto in quali condizioni si trova oggi la maggior parte dei Cantieri (soltanto il 20% dello spazioè stato recuperato e destinato a un uso pubblico; tutto il resto è chiuso da annie assimilato al paesaggio di macerie normalizzate che è il denominatore comune di Palermo): quell' acqua che si dilata silenziosa racconta in che modo una città può sparire a se stessa. 


Per rendere palese il portato di questa sparizione, un comitato di cittadini attivo da un anno a Palermo, I Cantieri che Vogliamo, ha promosso Cultura Bene Comune, una tre giorni (dal 6 all' 8 gennaio) di forum, laboratori, performance e spettacoli realizzata con il lavoro volontario di settanta diverse associazioni e un centinaio di artisti. La percezione di questo pieno (di proposte, conflittualità, ipotesi: soprattutto di studio) ha rivelato le proporzioni del vuoto al quale Palermo ha fatto l' abitudine; non soltanto un vuoto di vita culturale ma soprattutto di vita politica reale, di partecipazione, di diritto all' autoconvocazione e alla riappropriazione. Qualcosa che si è generato lentamente trasformando lo spazio sociale in un deserto. Nel momento in cui diciamo che Palermo è sparita non stiamo ricorrendo a una facile iperbole: stiamo prendendo atto di un' esperienza malinconicamente verificabile. Nella percezione pubblica, in quella mediatica, Palermo è diventata una città fatta d' aria, irreperibile sulle mappe. Invece che recuperare terreno e irrobustirsi sul versante civile, Palermo ha affrontato gli ultimi quindici anni impegnata in un esercizio di scomparsa. L' ultima decade, quella della gestione Cammarata, ha condotto a livelli di acquiescenza traumatici. La goccia - è il caso di dire - che ha fatto traboccare il vaso è stata, lo scorso 8 novembre, un "invito a manifestare interesse" nei confronti dei Cantieri che l' amministrazione cittadina ha mandato agli imprenditori. In sostanza, dopo avere ignorato la lettera aperta che nei mesi scorsi I Cantieri che Vogliamo le aveva indirizzato sollecitando attenzione sul destino di questo patrimonio, l' amministrazione locale dà platealmente le spalle all' aggettivo con cui è nominato lo spazio in questione - Cantieri Culturali della Zisa - tagliando fuori dalla discussione le associazioni culturali. Per questi motivi le tre giornate di Cultura Bene Comune - subito evolute in forma di presidio - hanno avuto e potranno avere una funzione fondamentale. Prima di tutto perché dopo anni in cui Palermo si limitava, nella migliore delle ipotesi, a notare l' assenza di una vita culturale, ha cominciato, tramite terapia d' urto, a sentirne la mancanza. In secondo luogo perché queste tre giornate hanno dichiarato la rottura di una subalternità. Nona qualcun altro maa se stessi, ai propri alibi, alla propria coazione a smarcarsi. Al netto di tutte le autoillusioni, continuando a coniugare in modo adulto fiducia e capacità critica, forse questa volta sarà possibile, una goccia dopo l' altra, drenare l' acqua e liberare lo spazio.

GIORGIO VASTA   
pubblicato originariamente su Repubblica 12/01/2012 pg.50

martedì 10 gennaio 2012

DOCUMENTO FINALE FORUM SUI BENI COMUNI


Nel tempo della crisi economica e finanziaria globale, sperimentiamo ogni giorno sulle nostre vite il fallimento dei meccanismi democratici tradizionali e la costante erosione di uno spazio pubblico agibile, condiviso e partecipato. Le nostre esistenze sono segnate da una precarietà insostenibile e dall’impossibilità di progettare il futuro, ma anche da un progressivo isolamento che aumenta il senso di vulnerabilità e impotenza soggettivo e rende difficile immaginare azioni e proposte collettive. A questa condizione individuale corrisponde la sottrazione di risorse e spazi che dovrebbero essere condivisi, ma vengono invece mercificati e gestiti esclusivamente secondo logiche di profitto e rendita. Questo paradigma di sfruttamento, in atto a livello globale, diventa pernicioso per la nostra città fondendosi con comportamenti sociali diffusi, pratiche e meccanismi storici di gestione e controllo mafiosi del territorio, dei beni e delle istituzioni. Dal riconoscimento di questa condizione, che potremmo definire di “male comune”, è però possibile operare uno scarto che ci porti al di fuori del nostro isolamento e arrivi a prospettare un orizzonte di “bene comune” possibile.


La riflessione sull’abbandono degli spazi pubblici (e con essi sull’abbandono della città) è stata l’occasione per ripensare la possibilità della riapertura di uno spazio politico, di discussione e iniziative condivise, su questioni che ci riguardano in prima persona ma che uniscono in modo inestricabile il locale con il globale. Lo spazio politico che ha iniziato a essere vissuto e costruito in questi giorni, proprio grazie alle pratiche che ha saputo esercitare, è in sé non strumentalizzabile e non strumentale. Anche se rimane aperto all’interlocuzione, questo spazio si sottrae con forza a qualsiasi infiltrazione che intenda piegarlo a interessi elettorali o particolaristici che non pongano al centro la nozione di bene comune. Lo spazio che costruiamo si pensa al contempo come autonomo e costituente.


Il paradigma fondante del movimento cittadino Cultura Bene Comune si oppone infatti alla pura logica del mercato che in questi anni è stata portata avanti da soggetti sia pubblici che privati. Per beni comuni intendiamo le risorse naturali come l’acqua, indispensabili alla sopravvivenza; quelle materiali come gli spazi culturali sociali e politici, indispensabili al benessere di tutti, e quelli immateriali come i saperi, le arti e le culture.
Per essere comune, un bene deve essere riconosciuto come tale, e come tale rivendicato, gestito e reso accessibile.
Affermare e mettere in pratica di questo paradigma non significa per noi che le istituzioni pubbliche possano sentirsi legittimate a sottrarsi ai propri doveri nei confronti della collettività, e sottolinea anzi il fallimento della funzione statale quale garanzia dell’interesse collettivo e della democrazia. Le istituzioni pubbliche non devono dunque sottrarsi al proprio dovere di trasparenza, onestà e correttezza nella gestione della cosa pubblica e al contempo accogliere e sostenere modelli di gestioni partecipati, accessibili e quindi realmente democratici dei beni comuni. Ciò significa innanzitutto impegnarsi a rendere indisponibili alla mercificazione i beni definiti come tali.

I Cantieri culturali della Zisa rappresentano per noi il primo degli spazi cittadini da salvaguardare in questo senso per il valore concreto e simbolico che hanno avuto nella storia recente di Palermo e per il grave stato di degrado in cui abbiamo accettato che fossero lasciati. Dai Cantieri partiamo per sperimentare e proporre alla città un modello di azione virtuosa e al contempo un laboratorio di gestione alternativa di spazi e risorse che sia riproducibile ed estendibile. I Cantieri della Zisa inoltre si prestano a diventare un luogo di messa in opera di modalità di finanziamento dal basso innovative ed ecologicamente sostenibili come quelle legate alla produzione di energia fotovoltaica.
Questo percorso muove da alcuni obiettivi immediati: vogliamo che spazi come il museo di arte contemporanea e la sala cinematografica Vittorio De Seta, realizzati e allestiti con un impiego massiccio di risorse pubbliche e scandalosamente inutilizzati, siano subito riaperti al pubblico e subito ci impegniamo a vigilare su questo processo e a parteciparvi attivamente.

Rispetto al futuro dei Cantieri quanto sta accadendo in questi giorni è la più palese “manifestazione di interesse,” ben diverso da quello che obbedisce a logiche di mero profitto, da parte di numerose associazioni, artisti e cittadini riuniti nel movimento Cultura Bene Comune, in grado di fare rivivere e riconoscere questi luoghi, appunto, come beni comuni.

sabato 7 gennaio 2012

Programmazione 7 Gennaio 2012


7 GENNAIO
ore 10:00 – 14:00
10:00 – 13:00 Forum 1
BENI COMUNI_VERSO UN NUOVO PARADIGMA
@Istituto Gramsci
10:00 – 13:00 Forum 2
POLITICHE PRATICHE ED ECONOMIE PER LA CULTURA E
GESTIONE SOSTENIBLIE DEGLI SPAZI PUBBLICI PER LA CULTURA
@TreNavate
Infanzia Bene Comune
spazio gioco per bambini e genitori I Cantieri che Giochiamo
a cura di LiberoGioco e I Sicaliani
@I Cantieri che giochiamo
Cantieri Green_I Giardini che Vogliamo
12:00 manutenzione pubblica e collettiva di due spazi verdi ai Cantieri
a cura di Guerrilla Gardening e Giardinieri di Santa Rosalia
@Piazza dell’Accademia/ Piazza Vittorio De Seta
ore 13:00 – 15:00
Avvertimento
conclusione performance e consegna micro-installazioni diffuse
a cura di Daniele Marranca
@TreNavate
Mettiamoci le mani
13:00 performance artistica a cura di Il Museo che vogliamo
@Museo d’Arte Contemporanea che-non-c’è
Gastronomia a cura di CUCchiara,
laboratorio di cucina multiculturale del Centro Santa Chiara
ore 15:00 – 17:00
15:00 – 17:00 Forum 1
BENI COMUNI_VERSO UN NUOVO PARADIGMA
@Istituto Gramsci
15:00 – 17:00 Forum 2
POLITICHE PRATICHE ED ECONOMIE PER LA CULTURA E
GESTIONE SOSTENIBLIE DEGLI SPAZI PUBBLICI PER LA CULTURA
@TreNavate
15:00-17:00 Forum Arti visive + Finzioni (e visioni)
Rassegna di Video Art a cura di Il Museo che vogliamo
@GrandeVasca
Corpi e (inaugur)azioni
16:00 Inaugurazione di Spazio In_Colto
Performance a cura di Emma Dante
@Spazio In_Colto
Infanzia Bene Comune
17:00 “Storie dal paese delle meraviglie”
racconta Lucia Galluzzo
@Grande Ficus
Corpi e azioni
17:00 Laboratorio di Mimo a cura di Sandro Dieli
@Casa Marceau
ore 17:00 – 20:00
17:00 Le case dell’arte e della cultura: Esperienze europee
Berlino_Madrid_Marsiglia_Milano_Palermo: modelli a confronto
intervengono
- Luca Cerizza, i Kunstverein tedeschi
- Belle de Mai di Marsiglia
- Tabacalera di Madrid
- Esterni, la Cascina Cuccagna di Milano
modera Francesco Giambrone
@TreNavate
Re_Play#1
19:00 anteprima/proiezione di
“Emma Dante_Sud Costa Occidentale” di Clarissa Cappellani, 54’
Intervengono Clarissa Cappellani, Emma Dante,
Eleonora Lombardo, Beatrice Monroy
@TreNavate
Occupati della cultura!#1
20:20 Incontro con il Cinema Palazzo occupato di Roma
Collegamento Skype con Sabina Guzzanti
Interviene Benedetta Cappon
@TreNavate
Re_Play #2
20:30 Sequenze. Montaggi video di spettacoli
@Spazio Zero
ore 20:00 – 24:00
Corpi, parole, suoni
21:00 Almanacco 2011 reading musicale
con Giorgio Vasta e Gianni Gebbia, acrobazie di Vera Mormino
@TreNavate
Musiche per i Cantieri
22:00
“Senza Artaud non c’è Gateuu” performance di G. La Licata
- Tintinnette Swing Orchestra
- So Not
@TreNavate
Atto Primo:
22:30 Proiezione: Fantasmi#2
a cura di Alessandro Pinto e Andrea Inzerillo
@Casa Marceau

giovedì 5 gennaio 2012

Programmazione 6 gennaio 2012



CULTURA, BENE COMUNE
Idee e pratiche sul futuro di Palermo
Cantieri Culturali della Zisa
Palermo 6 -7 - 8 Gennaio 2012

Prende il via a Palermo, venerdì 6 gennaio, ai Cantieri culturali alla Zisa, un lungo fine settimana di incontri, dibattiti, assemblee, performance, pratiche di economia alternativa e di manutenzione del verde cittadino. L’obiettivo è affermare il valore della cultura come inalienabile bene comune e della partecipazione come pratica condivisa con cui costruire cittadinanza. Un programma ricco e articolato a cui hanno aderito settanta associazioni, più di cento artisti oltre ai tanti singoli cittadini uniti a partire dall’appello lanciato un anno fa dal movimento “I Cantieri che vogliamo” per denunciare lo stato di degrado di uno dei luoghi simbolo della cultura contemporanea in città: i Cantieri Culturali alla Zisa.

Si comincia alle 10.30 con l’avvio dei Forum tematici: 1.“Beni comuni” e 2.“Politiche, pratiche ed economie per la cultura e per la gestione sostenibile degli spazi culturali”. Ci si potrà iscrivere direttamente ai Cantieri e prendere  parte al dibattito che andrà avanti per tutta la prima parte della giornata.

Dalle 12.00 per i bambini sarà inaugurato da Libero Gioco e I Sicaliani “I Cantieri che giochiamo”: uno spazio gioco partecipato che si fonda sulla raccolta e sulla donazione di giocattoli da parte dei cittadini per sottolineare la mancanza di politiche per l’infanzia e di ludoteche pubbliche in città.

Si prosegue alle 13.00 con Mettiamoci le mani, la prima delle performance in programma a cura del numeroso collettivo di artisti riuniti sotto la sigla “Il Museo che vogliamo”con un’azione  che riprende la performance che il land artist inglese Richard Long propose ai Cantieri Culturali alla Zisa negli anni novanta. Sempre a cura del collettivo di artisti e curatori d’arte anche il Requiem per una torre, un’azione dedicata alla memoria di Emilio Tadini l’autore de La Torre del Tempo, l'opera acquistata dal Comune nel ‘97 per cinquanta milioni di lire e distrutta a causa dell'incuria e dell’abbandono. Attorno ai resti della scultura illuminata si svolgeranno le letture di testi di Umberto Eco, Dario Fo e dello stesso Tadini. Anche la video arte troverà spazio ai Cantieri con Finzioni, la rassegna messa a disposizione dal Museo della Marionette A. Pasqualino e i video di artisti contemporanei italiani e internazionali, come Alterazioni Video, Stefania Galegati Shines, Marcello Maloberti, Cuoghi Corsello, Francesco Lauretta, Benny Chirco, Loredana Longo, prestati dagli stessi artisti e dalla Galleria Francesco Pantaleone.

Alle 18.00 all’Istituto Gramsci, l’incontro con Antonella Agnoli, consulente di tante amministrazioni locali per la progettazione di biblioteche pubbliche, autrice de Le piazze del sapere, Biblioteche e libertà (Laterza 2009) un testo innovativo di riferimento per progettare la biblioteca come luogo di condivisione dei saperi.

Alle 20.30 si prosegue, a cura di Moltivolti Capovolti, con la videoinstallazione di Assalto al cielo, il memorabile spettacolo con cui Thierry Salmon inaugurò nel 1996 lo Spazio Zero dei Cantieri.

Alle  21.00 l’incontro con Generazione TQ, Un soggetto collettivo di buone pratiche del lavoro culturale e gli interventi di Andrea Libero Carbone, Matteo Di Gesù e Cristian Raimo.
Per i nottambuli a partire dalle 22.30  la rassegna cinematografica curata da Alessandro Pinto e Andrea Inzerillo dell’associazione Falsi Raccordi che presenteranno ATTO PRIMO - FANTASMI  tre capolavori del cinema contemporaneo (in lingua originale con sottotitoli in italiano) penalizzati dalla distribuzione italiana e mai usciti in sala a Palermo.

Infine, nell’arco di tutta la giornata nei viali dei Cantieri avranno luogo interventi creativi di  musicisti di strada, attori, performer, artisti, tra questi Duin Southside Buskers, Teatro Totem, Dario Lo Cicero, Trimotra, Sandro Dieli, Brusio NetLabel, le azioni di Guerrilla Gardening Palermo e Albergheri(ll)a/Giardinieri di Santa Rosalia e il baratto libri a cura di Bi.Bi.Gas .

Il programma completo della tre giorni su  www.cantierizisa.it


ufficio stampa
Giovannella Brancato
340 8334979

mercoledì 4 gennaio 2012

NASCE IL NUOVO BLOG

Siamo su una nuova piattaforma. 
Speriamo di rimanerci